Umberto Mingolla

Nato il 29 maggio 1958 a TorinoMingolla

Ho incominciato la mia attività alpinistica nel 1976.

Dopo essere entrato a far parte dei Carabinieri della montagna ho frequentato per tre anni, presso il centro sportivo dei Carabinieri di Selva Di Val Gardena, i corsi di sci alpino, sci alpinismo, arrampicata e alpinismo.

In quel periodo ho salito tutte le più belle montagne della Val Gardena, per vie classiche con difficoltà di quarto quinto grado. (Preciso che allora la scala era chiusa al sesto).

Tra le più appaganti realizzazioni cito il Sas Pordoi, Campanile Basso sul Brenta, lo spigolo del pollice delle cinque dita sul  Sas Long, le Tre Torri del Sella. Altre salite d’allenamento presso le varie falesie della zona. In occidentale ho realizzato alcune ascensioni tra cui sul Bianco, Dente del gigante, Tour Ronde.

Congedatomi nel 1979 ho cercato di continuare l’attività in occidentale, realizzando alcune delle ascensioni su vie  classiche vedi Monviso, Visolotto, Monte Colombo, Becco della Tribolazione.

A seguito di un mio incidente in parete il mio compagno ha deciso di abbandonare, anche Io, per un lungo periodo, ho interrotto l’attività.

Ho poi ripreso nel 1986, a praticare lo sci alpinismo, dedicandomi principalmente ai canali  e comunque alle discese con pendenze superiori ai 30 °  da allora ho realizzato molte ascensioni tra cui alcuni 4000, ma la mia specialità era andare e tornare in giornata per cui si partiva molto presto, specie in primavera e spesso alle 14,00 si era già a casa.

Ho realizzato ascensioni oltre che in Italia, anche in Francia, Svizzera, Austria, e Norvegia oltre il circolo polare artico.

Quando quattro anni or sono mi è stato chiesto di partecipare, in qualità di istruttore, alla scuola Ribaldone ho creduto fosse giusto mettermi a  disposizione.

Da allora ho coadiuvato tre corsi durante i quali ho apprezzato il piacere di essere gratificato dai successi dei partecipanti.

Un consiglio che mi sento di dare a coloro che si approcciano alla montagna è di farlo in modo responsabile e informato.

Poiché non esistono montagne assassine ma solo uomini che commettono errori.

Lo scopo della scuola è di offrire, una volta che i corsi sono finiti, un metodo per agire in autoapprendimento.

La scuola come strumento per imparare a gestire i rischi poiché non esistono attività senza rischio ma solo illusi che si celano dietro false sicurezze.

Per chiudere quando ci si allena in luoghi considerati protetti si può osare, mentre quando si entra nel mondo selvaggio e ruvido della montagna occorre farsi piccoli piccoli anche nelle ambizioni, scegliere percorsi che stiano molto sotto le nostre possibilità e soprattutto, nell’ incertezza, quando ti poni la domanda:

non è il caso di tornare indietro?” non portela due volte, Torna!!!

Buon divertimento a tutti.